scritto per non durare

Parole, a volte poche, a volte molte, inutili, essenziali, nulla di più.

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domenica, 02 marzo 2008

Per chi volesse o avesse curiosità, dalla prossima settimana condurrò un programma radiofonico su www.yastaradio.com. Il titolo è "Reading Noise" e recensirò di settimana in settimana alcuni libri.
Il programma andrà in onda il MARTEDI' alle 19 e in replica la DOMENICA alle 20.

Postato da: ilariar a 18:13 | link | commenti (4) |

mercoledì, 29 agosto 2007

BRITNEY SPEARS E' DEI VOSTRI, CI TENGO A RICORDARLO.

Postato da: ilariar a 14:21 | link | commenti (11) |

giovedì, 26 luglio 2007

 

da: www.ilcielosutorino.org/dblog/articolo.asp?id=118

Postato da: ilariar a 23:54 | link | commenti (2) |

lunedì, 04 giugno 2007



L'estate avanza e c'è già chi corre ai ripari

Postato da: ilariar a 22:19 | link | commenti (13) |

martedì, 29 maggio 2007

PER LA PAGINA:
"L'ottima stampa italiana"
vi presentiamo un articolo del sign. Francesco Agnoli comparso su "Il Foglio" del 26/05/07

E allora parliamo di pedofilia! Visto che i sostenitori dell’eugenetica, i fautori dell’aborto, i paladini delle mamme-nonne, degli ibridi e delle chimere, della poligamia come “fatto biologico”, si scandalizzano, sbuffano e si sbracciano contro i pedofili ecclesiastici…

Sì, tra gli uomini di chiesa, vi sono dei pedofili, e anche dei briganti, dei ladri, dei bugiardi, dei simoniaci… tutta gente che Dante metterebbe all’Inferno. Tutta gente che a mio parere passerà davanti, in Paradiso, a Santoro, Augias, Odifreddi e a tanti altri. “Ladri e prostitute – ha detto Gesù – vi precederanno nel Regno dei Cieli”. Noi cattolici lo sappiamo, di essere peccatori, temiamo l’inferno, ci confessiamo e ci battiamo il petto. Però viva ladri e prostitute, viva i pedofili, quelli che lo fanno di nascosto, che se ne vergognano, e che poi, giustamente, pagano. Meglio loro, nel segreto delle loro stanze, nel putridume del loro cuore, nell’abominio del loro segreto vizio, degli intellettuali progressisti e farisei che negano per iscritto il diritto naturale, che avversano il matrimonio dalle loro cattedre ben pagate, che esaltano ogni tipo di libertinaggio, per divenire improvvisamente acidi moralisti.

In nome di cosa condannano la pedofilia? I greci non erano spesso pedofili? Il relativismo culturale non è necessario, per essere al passo coi tempi? La morale naturale non è una invenzione della chiesa? Se i sessi sono cinque, perché non possono diventare sei? Se il bambino è un “perverso polimorfo”, perché non può da subito soddisfare i suoi istinti? Se l’incesto non è contro natura, come sostiene Dacia Maraini, sulla scia di filosofi illuministi che lo praticavano persino con i figli, in base a cosa, per Dio, la pedofilia sarebbe cattiva? Non ci avete insegnato questo, in tanti anni? Non ci avete detto, a partire dal 1968, che l’unica regola è che non ci sono regole, che è “vietato vietare”? Non avete clamorosamente taciuto di fronte alla nascita del partito pedofilo in Olanda? Perché diventate ora, a un tratto, così reazionari, bigotti, oscurantisti? Suvvia riscoprite altre radici, riabbracciate un passato più laico. La chiesa non può vantare, tra le sue file, teorici della pedofilia, il pensiero progressista sì.

Ricordate la rivoluzione del 1968? Ricordate Gerd Koenen? Scriveva: “Negli asili infantili più radicali le attività sessuali divennero parte integrante dei giochi”. In quegli stessi anni Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Jack Lang, futuro ministro francese, firmarono una petizione in cui si reclamava la legalizzazione dei rapporti sessuali coi minori. Daniel Cohn-Bendit, capogruppo dei Verdi a Bruxelles, raccontò addirittura di avere sperimentato e favorito la pedofilia e il sesso coi minori a scuola, come insegnante. Oggi Aldo Busi, forse il più venduto autore omosessuale italiano, spesso ospite di programmi televisivi e radiofonici, candidato nelle liste radicali, scrive:“E’ probabile che nella mia omosessualità ci sia una forma di attrazione non verso i maschi, ma verso l’odio che mi suscitano tutti gli uomini, odio che il fare sesso con loro non fa che aumentare…”. Dopo di che spiega che l’età per rapporti omosessuali che lui ritiene lecita è a partire dai tredici anni, in quanto a questa età un ragazzo, secondo lui, sarebbe adulto, e libero di decidere di avere rapporti con un altro uomo (“Manuale per il perfetto papà”, Mondadori). Il grande Nichi Vendola, governatore della Puglia, in una intervista del 1985 a Repubblica affermava: “Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti, e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia…”.

Caro Santoro, facci vedere il filmato ciofeca sui preti pedofili, dicci che è tutto vero, e spiegaci quello che pensi: che per una volta sei d’accordo con la chiesa, che si è finalmente aperta, che è divenuta comprensiva… e spiega ai cattolici progressisti che, per fortuna, i preti non sono tutti come Ruini e Bagnasco… Poi tornatene a Strasburgo, dove ti eri fatto eleggere.


Se ne deduce che:
a: ai bambini piace farsi scopare, sono sempre consenzienti e soprattutto sono loro a volerlo, cioè pare si godano ad avere i culi sfondati, perchè sono esseri malati, sessualmente maliziosi. E' controproducente poi parlare di "pedofilia" e riferirsi ad adolescenti, perchè non è che ci si scandalazzi più se una 15enne si tromba un 30enne, ma trovare ripugnante che un 30enne glielo tronchi in culo a un 3enne, bè, quello sì.
b
: seguendo lo stesso percorso mentale (parola grossa, in realtà) intrapreso dall'eminente idiota qui sopra, nell'antica Grecia pure l'omossessualità era all'ordine del giorno, eppure questa come pratica sessuale non è sicuramente contemplata dall'onorevole cattolicùn, sig. Agnoli.
c: attenzione! Sebbene vi comportiate in modo probo, non facciate male a una mosca, siate magari vegetariani, il solo fatto di votare ds farà di voi agli occhi del Signore i peggio porci maledetti e Baget Bozzo passerà COMUNQUE e SEMPRE davanti a voi in Paradiso. Che poi, chi cazzo ci vuole andare in Paradiso, se frequentato da siffatto parterre?
d: Mi meraviglio di me, perchè sto qua a commentare un articolo comparso su "Il Foglio"... no, dico, "Il Foglio"...

Postato da: ilariar a 00:32 | link | commenti (12) |

domenica, 27 maggio 2007

Molti pensano che ciò che provo nei suoi confronti sia invidia. Può darsi. Potrebbe essere non del tutto errato. Il fatto che ora lei abbia pubblicato un libro e sia presente a molte conferenze per presentarlo ed essere ricoperta di allori, e venerata, e adulata, e "ah, ma così giovane già così brillante" forse potrebbe sì causarmi sentimenti più tendenti verso ciò che Caterna II di Russia avrebbe definito "dei vili retaggi animali". Tuttavia, la conoscenza del soggetto in questione mi porta a definirmi delusa anzichè invidiosa. Non tanto della mia malasorte e del mio promettente promettente futuro da studiosa troncato sul nascere, bensì del fatto che l'intellighenzia italiana sarà nelle mani di gente come lei: meschini, finti modesti, razzisti, classisti, capitalisti del cazzo, schiavisti, negrieri, amanti della moderazione ("perchè la ragione sta sempre nel mezzo), puritani e fighe di legno. Un libro sulla possibilità dell'impollinazione tra gameti di fototipo x e y a contatto con batteri microcitemici della flora aerospaziale della zona b-52 avrei potuto scriverlo anch'io. E me l'avrebbero pure pubblicato. Purtroppo sono esente dal desiderio di scalate sociali (no, davvero, le festine del Rotary Club mi disgustano più dell'idea di una cena con Bondi), non ambisco ad entrare in politica con il Ciuchino e, purtroppo, come disse l'aimè scomparso Jean Marc Reiser, "è il mio disprezzo per il popolo che mi fa essere di sinistra".



Mia cara, ricorda: avere delle penne in culo non fa di te un'aquila.

Postato da: ilariar a 01:56 | link | commenti (3) |

mercoledì, 11 aprile 2007

E come la lontra, l´animale che tutti sanno avere 9 vite (e sbadigliare molto), io prima o poi torneró. Lo dico per tutti coloro che continuano a mandare al mio indirizzo corone di fiori. No, non sono morta, anche se il fatto di avere il satellite (e, di conseguenza, accedere al mondo televisivo europeo) mi ci ha fatto molto avvicinare.

Ringrazio "Il Tricheco" per i giorni ameni pasquali.

Postato da: ilariar a 18:38 | link | commenti (11) |

giovedì, 01 febbraio 2007


Le quotidianità, la dimestichezza nei gesti e nelle espressioni, l'accurato studio delle movenze, il caldo dei corpi nudi sotto le lenzuola, il prendersi cura delle reciproche malattie, l'inerzia della domenica, il bucato in comune, prendere decisioni, bilanciare le ruvidezze, sanguinarsi addosso, specchiarsi assieme.

Io provo invidia. Di coloro per cui tutto ciò è all'ordine del giorno.

Ma io ho te. E  l'aspettarti vale deserti di malinconie e attese sospese.

Perchè è con te che io voglio passare il resto della mia vita.

Sono partita, ma quando tornerò, tornerò per te.

Postato da: ilariar a 00:07 | link | commenti (11) |

lunedì, 29 gennaio 2007


Now... I know where I am
  I'm in the jungle and
  I'm gonna die...

Postato da: ilariar a 13:55 | link | commenti (2) |

martedì, 16 gennaio 2007

Torno in splendida e raggiante forma dopo le vacanze natalizie, che per me sono state costellate da una serie interminabili di eventi spiacevoli, tra cui sposo nonchè nonnetto all'ospedale. Lo sposo, alla fine, aveva solo un gran mal de panza (mappansa), a mio avviso causato dalla sua sregolata vita da rock star (e bevi spuma e bevi spuma e bevi chinotti, alla fine vedrai che qualcosa succede), mentre per il nonnetto le cose erano e sono molto più serie, purtroppo. Ho trascorso, comunque, un gaio e ameno periodo in suolo italico, grazie sopprattutto alla presenza dell'infaticabile zindacalizta Erre (con il quale ho consumato una cena luculliana a base di salsa rosa e 2 gamberetti e spaghetti all'astice di plastica), i coniugi Lenin e trapei vari ed eventuali toscani e non.
Il mio ritorno in suolo danese è coinciso con la ricerca di un nuovo impiego, quindi mi ritrovo oberata da meeting, colloqui di lavoro, cene in abito lungo, rotonde sul mare e inviti a danzare la polka.

Ma mi sono già scartavetrata i maroni, sicchè mollo qua e tornerò più avanti.

Postato da: ilariar a 15:32 | link | commenti (5) |